L’associazione sostiene le istanze della CISDA presso il Ministero per la proroga delle graduatorie degli idonei agli concorso pubblico per Storici dell’Arte
Di seguito il testo del comunicato stampa
Oggetto: dichiarazione di sostegno congiunto alle istanze promosse da CISDA presso il Ministero della Cultura.
Cunsta – Consulta Universitaria Nazionale per la Storia dell’Arte, SISCA – Associazione italiana di Storia della critica d’arte ETS e l’Associazione Ranucci Bianchi Bandinelli esprimono formale e convinto sostegno alla battaglia condotta dal CISDA – Comitato Idonei Storici dell’Arte per il completo assorbimento della graduatoria scaturita dal “Concorso pubblico per il reclutamento di 518 unità di personale non dirigenziale del Ministero della Cultura” (GU n.88 del 08-11-2022).
Una battaglia condotta non solo per cogliere l’opportunità di un’assunzione presso il Ministero della Cultura, ma, in egual misura, per sollecitare ulteriormente un approfondito dibattito su una figura, da troppo tempo declassata agli occhi dell’opinione pubblica, come quella dello Storico dell’arte che sembrerebbe non possedere la stessa dignità professionale di altre figure.
Non a caso abbiamo assistito alla grave esclusione degli Storici dell’arte e dei colleghi Archeologi dal concorso per le Elevate Professionalità e al tentativo di abbassare i requisiti di accesso alle funzioni tecnico – scientifiche portando di conseguenza ad un demansionamento del suo ruolo.
Per questo condividiamo la preoccupazione del CISDA riguardo alla crescente frammentazione della figura dello Storico dell’arte nell’ordinamento professionale del Ministero e all’introduzione di nuovi profili nell’area III – Funzionario per l’educazione al patrimonio, Registrar e Numismatico – per i quali sono richiesti livelli di istruzione inferiori rispetto ai profili della stessa area, nonostante la necessità di un’elevatissima specializzazione settoriale.
Non si può, infine, non tener presente che i 204 idonei non ancora assunti sono professionisti formati presso i nostri atenei, che hanno superato prove selettive rigorose e rappresentano ad oggi un patrimonio di competenze immediatamente spendibili per gli uffici centrali e periferici del MiC.
La loro formazione e il desiderio di porre tale bagaglio culturale al servizio della comunità costituiscono una risorsa che non può essere certamente dispersa.
In tal senso le nostre associazioni condividono con fermezza le richieste del CISDA di:
- proroga della graduatoria la cui scadenza è prevista per il prossimo maggio;
- completo scorrimento della graduatoria degli Storici dell’arte fino all’esaurimento dei 204 idonei rimasti;
- incremento delle unità di Storici dell’arte nelle piante organiche del Ministero della Cultura;
- ridefinizione dell’Ordinamento professionale che riconosca adeguatamente la specificità e la complessità della figura dello Storico dell’arte;
- avvio di un dialogo istituzionale per la costituzione di un ordine professionale degli Storici dell’arte, sul modello di quanto già esiste per Architetti e Restauratori.
La conservazione, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano passano necessariamente da tale riconoscimento e dall’impiego di tali competenze. Quanto sta accadendo agli Storici dell’arte in Italia non è solo una questione occupazionale, ma un problema politico e culturale che rischia di impoverire l’intero sistema della tutela e della valorizzazione del nostro patrimonio.